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May 14
Domenica prossima compio 40 anni. Non ho visto la guerra, non ho sofferto la fame. Ho anche studiato quanto basta per non sbagliare i congiuntivi e per sapere chi era Garibaldi e che Guevara.
Ho vissuto da lontano la caduta del Muro, la guerra in Afghanistan, le torri gemelle, e da vicino il primo governo italiano [...] [...more]
Posted: under Napoli, Pensierini, Politica e attualità.
Domenica prossima compio 40 anni. Non ho visto la guerra, non ho sofferto la fame. Ho anche studiato quanto basta per non sbagliare i congiuntivi e per sapere chi era Garibaldi e che Guevara.
Ho vissuto da lontano la caduta del Muro, la guerra in Afghanistan, le torri gemelle, e da vicino il primo governo italiano di sinistra, la scesa e l’ascesa di Berlusconi.
Non ho vissuto la guerra, ma ho vissuto comunque cose che resteranno nella storia.
I libri di storia sono pieni di guerre, se non ci fossero le guerre non ci sarebbero stati i Churchill, i Garibaldi, i che Guevara o viceversa forse, comunque i grandi uomini hanno sempre a che fare con la guerra. Il governo di sinistra prima o poi avremmo pur dovuto avercelo, forse avremmo immaginato poco un Berlusconi politico, ma dopo l’esilio di Craxi divenne scontata anche la sua candidatura a premier.
La cosa che forse continua a sorprendermi di più è che dopo più di 15 anni, Berlusconi ancora muove solitario i fili degli Italiani.
Domenica prossima compio 40 anni. Non ricordo quante volte ho messo la X sulle schede elettorali ma ricordo perfettamente a chi ho sempre dato la preferenza.
Sin dai 16 anni, 24 anni fa, avevo la tessera F.G.C.I., per poi trasformarla in P.C.I. due anni dopo. Anche a 15 anni ero incantato a vedere Berlinguer sorriderci dal palco della festa de L’Unità, e ho seguito le varie fasi di trasformazione per arrivare ad oggi e guardare ciò che resta del lontano Partito Comunista Italiano.
Quello che era il PCI ha distribuito i suoi componenti da destra a sinistra in tutta l’Italia, in tutto il parlamento.
Ciò che resta di quel PCI è un’ombra sinistra della sinistra, che ha reso possibile l’ascesa al potere di un uomo come Berlusconi. L’emblema della corruzione, delle bustarelle, delle teste di cavallo, delle amicizie pericolose, tessera 1816 della P2, l’amico di Cuffaro, amico degli uomini d’onore, l’uomo delle TV, l’uomo degli editti, l’uomo della (sua) libertà di stampa.
Non solo ha reso possibile questo, ma ha fatto si che costui divenisse il salvatore, il benefattore degli Italiani… il Presidente del Consiglio.
Ci accingiamo a nuove elezioni, europee e in molti casi, provinciali. È il caso della mia provincia: Napoli.
A Napoli la sinistra non esiste più. A Napoli la politica non esiste. A Napoli il paragone si fa con chi ha fatto peggio, non con chi ha fatto meglio. A Napoli la sinistra ha fatto peggio di se stessa. A Napoli la sinistra non ha fatto.
Come si fa a non votare? Sento che è un dovere morale da cittadino italiano recarsi ai seggi. L’ho sempre fatto. Ma come si fa a non votare a sinistra? Ma peggio ancora, come faccio a votare a destra? Io non voglio e non posso votare a destra. Io non voterò sicuramente a destra, ma non posso dare il voto nemmeno a questa sinistra. È un obbligo nei confronti dei miei figli. È un obbligo morale non rimandare al potere questa sinistra.
Io non so cosa fare.
Apr 26
Non conosco benissimo la storia, ne tantomeno la storia portoghese ma la curiosità stavolta ha prevalso sulla mia proverbiale pigrizia.
Ho scritto nella casellina magica di google il nome “Nuno Alvares Pereira”.
Eroico combattente portoghese. Grazie anche alle sue gesta eroiche e non comuni doti militari condusse all’indipendenza il Portogallo.
Questo soldato del 14° secolo oggi viene proclamato [...] [...more]
Posted: under Politica e attualità, Religione, santo.
Non conosco benissimo la storia, ne tantomeno la storia portoghese ma la curiosità stavolta ha prevalso sulla mia proverbiale pigrizia.
Ho scritto nella casellina magica di google il nome “Nuno Alvares Pereira”.
Eroico combattente portoghese. Grazie anche alle sue gesta eroiche e non comuni doti militari condusse all’indipendenza il Portogallo.
Questo soldato del 14° secolo oggi viene proclamato beato.
Si beatifica la guerra.
Ora mi chiedo: la chiesa non conosce altri mezzi per elemosinare adepti o il papa, e non ci sarebbe da meravigliarsi, è affetto da grave demenza senile.
Ma la mia preoccupazione maggiore è che tra qualche decennio, dopo la loro morte, per molti tanto attesa, rischiano di essere beatificati anche George W. Bush senior e junior, Berlusconi, Mussolini, Saddam Hussein e Osama bin Laden, tutti paladini della propria giustizia. Tutti promotori di guerre. Ognuno per i propri giusti motivi, proprio come quelli che hanno smosso le coscienza di questi eroi del 21° secolo.
Allora beati dovrebbero essere anche i numerosi kamikaze palestinesi, esausti per il sopruso sopportato per 50 anni in cui il mondo ha taciuto nei confronti di Israele e ha sempre puntato il dito proprio contro la Palestina.
Allora il porgere l’altra guancia non ha più senso.
Allora se qualcuno giudica il motivo lecito, l’omicidio è anche premiato con la beatificazione.
Allora si stravolgono i valori fondamentali della chiesa.
Allora i comandamenti dovrebbero diventare 9. Oppure 11.
Al punto 5 dovrebbero aggiungere il punto 5.1
- 5.1 fermo restando il 5° comandamento, uccidi solo se il motivo è giusto, casomai, prima di uccidere, chiama il papa e chiedigli se il motivo è giusto.
Ecco un’altra nuova contraddizione della chiesa che sconfessa il profilattico e beatifica un combattente.
Non c’è più religione!!!
Apr 02
Non faccio parte dei teisti e non so fino a che punto posso considerarmi ateo. Certo è che essere teisti oggi, per induzione di questa chiesa è davvero difficile. Essere fedeli perché ci insegnano da piccoli ad esserlo è un’offesa all’intelligenza umana.
Io non accetto che un cardinale razzista debba darmi lezioni sull’amore per il prossimo.
Non [...] [...more]
Posted: under Pensierini, Religione.
Non faccio parte dei teisti e non so fino a che punto posso considerarmi ateo. Certo è che essere teisti oggi, per induzione di questa chiesa è davvero difficile. Essere fedeli perché ci insegnano da piccoli ad esserlo è un’offesa all’intelligenza umana.
Io non accetto che un cardinale razzista debba darmi lezioni sull’amore per il prossimo.
Non accetto che un Papa debba darmi lezioni sulla famiglia.
Che un prete debba dirmi coma fare l’amore, o più semplicemente sesso, e soprattutto come, quando, quanto e con chi farlo!
Non accetto che chi predica può contravvenire alle sue prediche con l’attenuante del “fai quel che dico, non fare quel che faccio”.
Quando mandiamo a quel paese qualcuno perché è passato col rosso, dobbiamo ricordarci quante volte siamo passati col rosso.
Cosa ne sa un Papa delle colichette? Cosa ne sa un Papa di quanto costa la baby-sitter? Cosa ne sa un Papa della necessità di una mamma di andare a lavorare e rubare tempo all’educazione dei propri figli?
Qualcuno ha detto “La parola di Dio esiste di per sé stessa ma vive in quanto interpretata dall’uomo” significa che se non fosse interpretata ma applicata alla lettera da millenni sarebbe già scomparsa?
2000 anni fa la parola di Dio era una dichiarazione di guerra al popolo femminile, e solo grazie all’interpretazione e all’evoluzione linguistica oggi la donna può considerarsi, e lo è in assoluto, pari all’uomo. Ma non per la chiesa, la cui interpretazione della parola di Dio, viene manipolata a proprio comodo (le donne non possono prendere i voti ma possono chiudersi in clausura).
La clausura! La chiesa punisce i suicidi. Chi si toglie la vita non entra nelle grazie del Signore. Chi si priva della libertà si e ci entra a porte spalancate!
Piergiorgio Welby è finito sottoterra senza passare per l’altare malgrado, forse, la sua volontà solo perché la società, la chiesa, si è accanita contro il Welby vivo che ha elemosinato la morte:
“Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico.
Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude.
Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche.” (P. Welby).
La fede è cambiata nel tempo. Nel tempo è cambiato il modo di arruolare fedeli.
1000 anni fa lo si faceva con la spada, 800 anni fa con il ricatto morale e con le peggiori macchine da tortura mai viste, create e usate dalla chiesa ai tempi dell’inquisizione, viva fino ai giorni nostri mutata gradualmente dalla “Congregazione della sacra, romana ed universale Inquisizione del santo Offizio” alla “Congregazione per la dottrina della fede”.
La parola di Dio è cambiata nel tempo, non è cambiata la sua interpretazione ed è cambiata perché non è mai stata di Dio ma di uomini che hanno usato Dio come strumento di terrore per le masse ignoranti.
L’esistenza di Dio non la si percepisce oggi e non so in che modo la si poteva percepire nei secoli addietro.
Personalmente non ho bisogno di Dio, e semmai ce ne fosse uno avrebbe bisogno Lui di me.
Ognuno di noi vive la sua vita, nel suo mondo, incastrato come un pianeta all’interno di un sistema con altri mondi.
All’interno del mio mondo… io sono Dio.
Dec 10
Ci sono uomini che vivono senza lasciare alcun segno del loro passaggio. E sono tanti.
Ce ne sono altri che sanno lasciare un segno nei cuori. E sono pochi.
Leone è stato uno di quei pochi.
Leone era una persona rara. Perché raro è oggi il coraggio. Rara è oggi l’onestà, la coerenza, la sincerità dei sentimenti.
Era una [...] [...more]
Posted: under Pensierini, leone, morte, papà.
Ci sono uomini che vivono senza lasciare alcun segno del loro passaggio. E sono tanti.
Ce ne sono altri che sanno lasciare un segno nei cuori. E sono pochi.
Leone è stato uno di quei pochi.
Leone era una persona rara. Perché raro è oggi il coraggio. Rara è oggi l’onestà, la coerenza, la sincerità dei sentimenti.
Era una persona rara perché aveva dei valori e i suoi valori li portava scolpiti dentro in maniera indelebile.
Leone era un uomo che credeva ancora nei valori. Non solo. Ma aveva la capacità di vivere secondo i valori in cui credeva.
Per questo riusciva a meritarsi la stima, il rispetto e l’affetto di tutti.
E per questo per noi era un esempio.
Non ha avuto una vita facile Leone. Come non è facile la vita di coloro che non si piegano ai condizionamenti e ai ricatti. Come non è facile la vita di chi non è disposto a vendersi.
Leone era uno spirito libero, e per tutta la vita ha difeso la sua libertà, la sua dignità, e quella della sua famiglia, anche quando il prezzo da pagare era alto.
Ripeteva spesso, con orgoglio, che aveva avuto sempre la schiena diritta.
Leone aveva un senso sacrale della libertà e della dignità della persona, della sua e di quella degli altri. Per questo ciò che lo irritava di più era l’arroganza dei potenti e l’ingiustizia.
Tante volte restavo incantato ad ascoltare i racconti che faceva di episodi della sua vita. E da ogni suo racconto, che infarciva di battute e di risate, emergeva sempre la sua personalità forte di combattente, di ribelle contro ogni forma di sopruso.
Era convinto delle sue idee, ma al tempo stesso era sempre pronto al dialogo, a confrontarsi, a capire una posizione diversa dalla sua. Era sempre disposto a fare un passo indietro, pur di fare un passo in avanti verso la ricerca della verità.
Leone poteva sembrare una persona dura, difficile… perché era uno che parlava chiaro, diceva pane al pane e vino al vino. Non sapeva mentire.
A volte certe sue reazioni potevano sembrare eccessive, ma perché erano l’espressione della grande intensità, dell’immensa passione con cui viveva ogni cosa.
Ma dietro la sua scorza apparentemente dura, vi era, in realtà, una grande tenerezza, vi era un uomo a volte fragile. Una fragilità che si era chiaramente evidenziata in questi ultimi tempi.
L’ultima volta che ci siamo incontrati per farci una delle nostre lunghe chiacchierate, mentre parlava gli venivano gli occhi lucidi: continuava a pensare a Marco e diceva che non era giusto che se ne fosse andato così giovane.
Lui che si era sempre battuto contro le ingiustizie, considerava la morte di Marco un’ ingiustizia insopportabile, ma di fronte alla quale non poteva fare nulla.
Gli dissi che la morte è sempre un’ingiustizia quando se ne vanno le persone che amiamo. Ci salutammo. Era triste. Gli feci una carezza sul viso. Lui, con gli occhi bassi, perché si vergognava della sua commozione, mi disse grazie.
E ora, Leone, anche la tua morte ci sembra un’ingiustizia perché ti abbiamo amato e perché avevamo ancora bisogno di te: dei tuoi racconti, delle tue battute, della tua voglia di non arrenderti.
Tutti noi, Leone, ti facciamo un’ultima carezza, ma siano noi a dirti grazie: grazie per come eri. Grazie per l’esempio di vita che hai saputo lasciare, non solo ai tuoi figli, ai tuoi nipoti, ma a tutti noi.
Grazie per aver saputo lasciare un segno profondo, un segno indelebile nei nostri cuori.
Nicola Reale
Nov 02
Il prossimo miracolo sarà l’ultimo miracolo.
Quello che non vede e non sente.
Quello che non ride, quello che non ti sorride.
Quello che il sorriso te lo ruba per sempre.
Sarà il miracolo che ruberà ogni sorriso.
Sarà l’unico vero miracolo che tutti conoscono.
Il miracolo della morte.
Il prossimo miracolo sarà mio.
Non mi si metta davanti nessuno.
Potrei morire di rabbia.
E [...] [...more]
Posted: under Pensierini, Religione, miracolo, morte.
Il prossimo miracolo sarà l’ultimo miracolo.
Quello che non vede e non sente.
Quello che non ride, quello che non ti sorride.
Quello che il sorriso te lo ruba per sempre.
Sarà il miracolo che ruberà ogni sorriso.
Sarà l’unico vero miracolo che tutti conoscono.
Il miracolo della morte.
Il prossimo miracolo sarà mio.
Non mi si metta davanti nessuno.
Potrei morire di rabbia.
E anche di rabbia, adesso, non posso morire.
Non stracciatemi il numero. E’ il turno mio.
Spiegatelo voi alla mia bambina.
Voi che forse non potrete mai raccontare di essere in fila per un miracolo.
Spiegatelo a lei che non potrò essere il nonno di suo figlio.
A mio figlio spiegategli come si diventa un buon padre.
Io mi ci scuso se non lo son stato.
E alla mia donna?
Ditele che la sua compagnia è stata la cosa per cui sarebbe valsa la pena restare.
Ora è il mio turno,
stanno chiamando il miracolo mio.
Prendo le mie scarpe nuove,
con cui non muoverò un passo,
il vestito della festa, il mio pigiama usato e vado via!
Jan 22
Berlusconi ha messo la minigonna, ha mostrato la giarrettiera e Mastella fa l’occhio da pesce lesso.
È il destino dell’Italia purtroppo. Chi col centro va in centro viene preso… in pieno.
Ed è proprio quello che è capitato a Prodi.
A nulla è servita l’esperienza di Buttiglione, ondeggiante poltronofilo passato da sinistra a destra, da destra a sinistra, [...] [...more]
Posted: under Politica e attualità.
Berlusconi ha messo la minigonna, ha mostrato la giarrettiera e Mastella fa l’occhio da pesce lesso.
È il destino dell’Italia purtroppo. Chi col centro va in centro viene preso… in pieno.
Ed è proprio quello che è capitato a Prodi.
A nulla è servita l’esperienza di Buttiglione, ondeggiante poltronofilo passato da sinistra a destra, da destra a sinistra, da sinistra a destra fino a perderne il conto.
Intanto la destra è più unita che mai. Dopo gli insulti scambiatisi fino a qualche giorno fa, Fini va di nuovo a braccetto di Berlusconi in giarrettiera. Casini alza le mani al cielo ringraziando il signore per la mastellata e già comincia a pensare a che poltrona elemosinare a Berlusconi.
Mastella, da parte sua, consapevole del fatto che lui e la giustizia sono come i calzini corti e bianchi sotto un vestito nero, visto l’esito del processo a Cuffaro, sa benissimo a quale manifesto appiccicare il suo bel faccione per le prossime elezioni.
In Italia, ogni inquisito, diventa automaticamente perseguitato e gli inquisitori diventano di riflesso inquisiti.
E noi elettori cosa possiamo fare? Goderci lo spettacolo di questo teatrino squallido e pietoso. Andare mediamente una volta ogni tre anni a mettere una X su di una scheda elettorale e sperare che quella X duri per 5 anni.
Ma ogni tanto, troppo spesso, c’è un centrista che ondeggia di qua e di la, fiero di essere l’ago di una bilancia che pesa la stabilità economica di ogni famiglia italiana.
Stavolta è toccato a Mastella. E ne va fiero. Sua moglie è inquisita e lui se la prende con la magistratura e manda in minoranza il governo. E ne va fiero. Ne fa un vanto. Si vanta di far cadere il governo così il terremoto mediatico che ne scaturirà, offuscherà completamente la vicenda giudiziaria che lo riguarda.
Va fiero di essere l’autore della crisi di governo, come se la crisi di governo riguardasse solo il governo e i suoi membri. Tanto anche in crisi, lui rimarrà sempre uno stipendiato doc degli italiani.
Di clemente stavolta c’è rimasto davvero poco, e poco clemente dovrebbe essere anche il consenso degli Italiani.
Già è partita la campagna pubblicitaria, attraverso la quale, si sta convincendo l’opinione pubblica che la speranza è che si torni a votare, e a votare con una orribile legge elettorale, regalo del precedente governo, regalo di Berlusconi.
Regalo a Berlusconi le elezioni anticipate. Prima che il governo Prodi abbia modo di mettere mani alla scandalosa legge sul conflitto d’interesse.
Questo è il prezzo da pagare per le alleanze con i centristi convinti. Con quelli fieri di essere la causa di crisi di governo. Con gli incapaci di governare.
Per il “Financial times” siamo il paese peggio governato d’Europa, gli si può dare torto? Non penso proprio.
Il “Financial times” però, non si rende conto di una cruda realtà: gli Italiani sono il popolo peggio governato d’Europa!
Nov 28
Ancora un ritardo, l’ennesimo. Ma la lettera “n” non rende bene l’idea ormai del numero dei ritardi che siamo costretti a subire.
A procurarci questo disagio? La domanda è retorica, la risposta è scontata: Trenitalia.
La beffa più dolorosa però, è che il riferimento a Trenitalia è generico in quanto, chi ci procura il disagio è proprio [...] [...more]
Posted: under Politica e attualità.
Ancora un ritardo, l’ennesimo. Ma la lettera “n” non rende bene l’idea ormai del numero dei ritardi che siamo costretti a subire.
A procurarci questo disagio? La domanda è retorica, la risposta è scontata: Trenitalia.
La beffa più dolorosa però, è che il riferimento a Trenitalia è generico in quanto, chi ci procura il disagio è proprio il suo fiore all’occhiello: l’Alta Velocità.
Ormai le nostre segnalazioni hanno superato di gran lunga la dimensione matematica che la lettera “n” ci suggerisce e sono diventate noiose e ripetitive e forse proprio in questa classificazione sta la spiegazione della risonanza che si da a questo fenomeno. Si, forse si pensa che le segnalazioni di inefficienza sono eccessive per un servizio così innovativo, sicuro e tecnologicamente più avanzato al mondo e grazie al quale, l’AD di Trenitalia, Mauro Moretti, ha recentemente ricevuto un premio “Le ragioni della politica”.
Eppure anche stasera, Trenitalia si è indebitamente appropriata di 30 minuti appartenenti alla vita di mio figlio che avrebbe dovuto trascorrerli con il suo papà. Questo non è avvenuto. Altri 30 minuti rubati all’infanzia di mio figlio.
Intanto, mentre sarei dovuto stare a comporre il puzzle del leone della foresta, ed insegnare a mio figlio a comporlo, ero fermo tra le campagne della ciociaria, ad ascoltare il seguente messaggio del capo treno: “Siamo in attesa di informazioni dalla centrale operativa circa la causa della sosta”. Informazioni che dopo 15 minuti sono puntualmente arrivate. Infatti il capo treno ha diffuso la seguente comunicazione: “a causa della temporanea perdita del segnale satellitare, il treno ha maturato un ritardo di 15 minuti. Ci scusiamo per il ritardo”!
Io sono arrivato a casa con mezz’ora di ritardo sull’orario previsto che se aggiunto all’orario previsto di arrivo, le 20.30, vanno a cancellare tutto il tempo che avrei dovuto dedicare a mio figlio di 2 anni e mezzo.
Chi me lo rende questo tempo? Chi mi risarcisce del tempo che Trenitalia ha rubato all’infanzia di mio figlio? Chi mi risarcisce i danni che mi procura Trenitalia? In un momento politico in cui si ritorna a parlare di lavori usuranti, bisognerebbe seriamente valutare l’usura che il malfunzionamento ferroviario procura ai pendolari.
A tutto questo va aggiunto lo stress procurato dal disservizio, quello strettamente legato alla permanenza in aperta campagna, va aggiunto lo stress procurato dal pensiero di dover pagare lo straordinario alla baby sitter o dover recuperare ore di lavoro se il ritardo è accumulato durante il viaggio di andata, lo stress accumulato grazie al capo treno scostumato che risponde alla richiesta di spiegazioni con la frase “prendetevi l’elicottero”, lo stress accumulato pensando che da pendolare non ho diritto ad alcun rimborso, lo stress accumulato al solo pensiero che il servizio di Alta velocità dovrebbe essere efficiente per definizione invece per definizione è un servizio assolutamente affine ai disservizi offerti da Trenitalia e infine, lo stress accumulato al pensiero che a gennaio aumenteranno ancora le tariffe.
Ma le sorprese non finiscono qua, d’altronde era anche uno slogan di Trenitalia. Ora capisco il perché. Sembra infatti, ma la notizia è ufficiale, che i tre dirigenti dell’azienda, si siano raddoppiati lo stipendio: 2.6 milioni di euro l’anno procapite.
Complimenti. Gli aumenti delle tariffe non servono dunque a fornire un servizio migliore, servono a pagare l’aumento di stipendio dei manager di Trenitalia.
Vieni a dirlo in TV, tavarish Mauro. Vieni a giustificare adesso gli aumenti delle tariffe. E vieni a spiegarci perché pensi di meritare uno stipendio 130 volte superiore al mio.
Fino ad oggi, tu e i tuoi predecessori siete stati bravissimi a spendere i fondi statali ed europei per darci un’alta velocità vergognosa dal punto di vista dei costi e dell’efficienza.
L’aumento di stipendio per cosa? Per esser riuscito ad aumentare le tariffe? Il premio poi, perché a Moretti? I treni erano sicuri prima come adesso, in ritardo prima senza la TAV, e lo sono adesso, TAV compresa. Erano sporchi prima e con le pulci adesso?
Allora il premio chi lo ha inventato? Mauro Moretti forse? Si è premiato da solo? Noi non siamo stupidi. Io perlomeno non lo sono e sarei grato se qualcuno volesse aiutarmi a far capire alla gente che Antonio Trani non è uno stupido. Ma dubito che ci possa essere una fonte di informazione più efficace della mia voce per diffondere questo mio stato d’animo.
Noi pendolari in fondo, siamo gia abbastanza rassegnati a questo stato di cose. Abbiamo la pazienza temprata e prendiamo il buono anche dallo stress che ci procura Trenitalia.
Il pendolarismo mi ha insegnato il tresette; a qualcuno, più assetato di cultura, da il tempo per un buon libro; a qualcun altro, se il pendolarismo toglie tempo per un cinema la sera, il pendolarismo da la possibilità di un film al pc in treno.
Qualcuno ascolta l’ipod, qualcuno socializza e basta, gruppetti di donne cuciono e scuciono pettegolezzi, e c’è anche tempo per essere romantici. Ci si innamora in treno, ci si frequenta fuori. Amori più o meno leciti, e considerato il tempo trascorso coi colleghi pendolari e quello trascorso con il proprio compagno/a, non c’è affatto da meravigliarsi se si intrecciano relazioni extraconiugali.
A me adesso, sta dando il tempo il tempo per queste emozioni.
Grazie dunque sig. Moretti. Grazie capotreno, e meno male che non ho preso l’elicottero ma il treno in ritardo.
Nov 17
Ma possibile che la retorica frase “cose all’italiana” debba essere sempre meno retorica e sempre più attuale?
Le ragioni della nuova politica. È il nome del premio che ha ricevuto l’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, per l’innovazione, modernizzazione e sicurezza delle ferrovie italiane, che sono giudicate le più sicure e le più all’avanguardia del mondo.
Ma [...] [...more]
Posted: under Politica e attualità.
Ma possibile che la retorica frase “cose all’italiana” debba essere sempre meno retorica e sempre più attuale?
Le ragioni della nuova politica. È il nome del premio che ha ricevuto l’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, per l’innovazione, modernizzazione e sicurezza delle ferrovie italiane, che sono giudicate le più sicure e le più all’avanguardia del mondo.
Ma chi le scrive queste ipocrisie? Ma chi le pubblica?
Innanzitutto non è certo opera di Moretti se le ferrovie sono ciò che sono, quindi la colpa non è sua.
Esattamente un anno fa, il sig. Moretti, diventava amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, lasciando la carica che ricopriva dal 2001 di amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana.
Nel settembre 2006, appena diventato AD di FS, il sig. Moretti si rese protagonista dell’esposizione in Parlamento della situazione finanziaria catastrofica del sistema ferroviario italiano ed era appena stata elargita la maxi liquidazione di 9.000.000 di euro al suo predecessore Elio Catania.
Oggi viene premiato per ciò che ha combinato nel settore ferroviario negli ultimi 7 anni? Ma perché i media continuano a prendere in giro gli Italiani?
Stanno forse preparando la strada per una prossima liquidazione milionaria degna del suo predecessore? Non a caso, questa premiazione coincide perfettamente con la cancellazione dalla finanziaria, della norma che imponeva un tetto massimo alle liquidazioni dei manager delle imprese pubbliche. D’altronde Moretti viene da un passato in CGIL. Uomo di sinistra e non poteva certo essere tradito da un governo di sinistra.
Ahimé, sono di sinistra anch’io.
Ma questo è il classico comportamento che ci fa capire perché l’altro nome della mafia è “Cosa Nostra”, perché queste cose sono solo nostre, solo italiane.
- Napoli – Roma, l’alta velocità più all’avanguardia del mondo, 1 ora e 27 minuti per 200 chilometri.
- Parigi – Londra, 2 ore e 15 minuti per 492 chilometri.
Ma perché il sig. Moretti non si vergogna quando ritira questi premi? Beh c’è da dire che lo farei anch’io con la rosea prospettiva di 9.000.000 di euro di liquidazione.La cosa che riesce meglio a Mauro Moretti è piangere miseria e chiedere soldi al governo.
Questo i giornali però non lo scrivono. Scrivono che è stato premiato. Scrivono che la TAV italiana è la più sicura del mondo. Che è la più all’avanguardia del mondo. Ma non scrivono che è la più ritardataria di tutte le linee ad Alta Velocità del mondo.
Non c’è giorno che un uno dei 14 treni AV che coprono la tratta Napoli – Roma non arrivi a destinazione in ritardo. Spesso il motivo è la perdita del segnale GPS. E questo significa essere all’avanguardia? Il GPS è un sistema di navigazione vecchio più di 20 anni e per niente all’avanguardia.
È vero, Moretti ha ragione, le tariffe italiane sono più basse rispetto a quelle di Francia, Germania, Inghilterra e Spagna, ma sono fin troppo care per il servizio offerto.
Intanto oltre a pagare tariffe sempre più alte, abbiamo la certezza di dover pagare, tra qualche anno, la liquidazione di Mauro Moretti.
Oct 11
E che si fa?
Domani è un altro giorno certo, un altro dei tanti giorni della mia vita.
Così tanti che perdo il conto degli anni, figuriamoci i giorni. Brutti, belli, felici.
Nella loro diversità, tutti uguali. Nella loro eccezione, tutti regolari. Nella loro particolarità, tutti normali.
Cos’è la normalità però senza la mamma? Cos’è la regola senza la [...] [...more]
Posted: under Religione.
E che si fa?
Domani è un altro giorno certo, un altro dei tanti giorni della mia vita.
Così tanti che perdo il conto degli anni, figuriamoci i giorni. Brutti, belli, felici.
Nella loro diversità, tutti uguali. Nella loro eccezione, tutti regolari. Nella loro particolarità, tutti normali.
Cos’è la normalità però senza la mamma? Cos’è la regola senza la mamma? Non c’è!
Tutto è crudelmente come natura vuole. Natura vuole che mamma non deve soffrire la morte di un figlio. Nella contorta concezione razionale della morte, un po’ di razionale umanità. Questa è la prima regola della morte, che regole non ha!
Questa sia l’unica ragione per placare il dolore che si prova se la regola prima della morte viene rispettata.
La morte però sa essere crudele più di se stessa. Viene e non t’avverte. Non aspetta. Non si fa aspettare. È l’unico appuntamento al quale non puoi tardare o mancare.
Come si presenta non gliene importa nulla. Devi andare.
Io che resto giudico come, tu che vai nemmeno lo sai.
Ma domani è un altro giorno. È uno dei tanti gia vissuti ma è il primo senza te.
La normalità non è più normale adesso. Ogni giorno è l’eccezione di una regola che non c’è più.
Salta la catena di montaggio della vita di chi resta e rimetterla a posto impiega tempo.
Ma il tempo ci è amico.
Ha la cura a tutti i mali. Il rimedio a tutto. Tranne alla morte.
Sarà forse la morte il rimedio di tutto?
Sep 19
Ho avuto una visione!
Vi giuro… ho parlato con San Gennaro!
Me lo ha detto di persona. Oggi la magica ampolla contenente il suo sangue, provocherà per l’ennesima volta il miracolo.
Il sangue coagulato si scioglierà. Il pericolo è scampato per altri trecentosessantacinque giorni.
Vorrei proprio essere un cardinale oggi. E vorrei essere il cardinale Sepe. Chissà cosa proverà [...] [...more]
Posted: under Napoli, Religione.
Ho avuto una visione!
Vi giuro… ho parlato con San Gennaro!
Me lo ha detto di persona. Oggi la magica ampolla contenente il suo sangue, provocherà per l’ennesima volta il miracolo.
Il sangue coagulato si scioglierà. Il pericolo è scampato per altri trecentosessantacinque giorni.
Vorrei proprio essere un cardinale oggi. E vorrei essere il cardinale Sepe. Chissà cosa proverà quando mostrerà l’ampolla miracolata alle migliaia di persone che accorreranno ad assistere al miracolo.
Vorrei proprio essere nella sua testa ed ascoltare i suoi pensieri.
Comunque stavolta l’esclusiva ce l’ho avuta io.
San Gennaro è venuto da me e mi ha detto: “Nio, tu sei il prescelto quest’anno! Non temere, il sangue si scioglierà!” e io ho risposto: “meno male San Genna’!”
E questa storia si ripete da secoli.
Napoli è già abbastanza precaria. Eliminiamo anche l’ampolla di San Gennaro e non ci resta più nulla.
Togliamo anche questo miracolo ai fedeli napoletani e non avranno altro a cui credere.
Intanto la chiesa ipocrita continua a prendere in giro il mondo intero.
Dovrebbe intervenire lo Stato e smascherare questa farsa.
Lo Stato dovrebbe proteggere l’intelligenza delle persone e invece cosa fa? Manda le Frecce Tricolori al funerale di un ladro: Luciano Pavarotti!
Intanto, il grillo parlante porporato (Bagnasco), ha imparato la dialettica del fondamentalismo e dice che il mondo si può salvare solo riconoscendo i valori della vita umana, dal concepimento alla morte, e della famiglia, che è tale solo se riconosciuta nella famiglia cattolica cristiana.
Quella inscindibile ed insostituibile.
Non dovremo meravigliarci se ad un individuo del genere un giorno i proiettili dovessero arrivare per strade diverse da quelle postali.
Meno male però, che si scioglie il sangue.
Gli scippatori avranno il benestare di San Gennaro, per un anno ancora “lavoreranno” fruttuosamente, i rapinatori idem, agli assassini non mancherà “selvaggina” e agli saggiatori non mancheranno clienti.
“Prendete e bevetene tutti, questa è l’ampolla del mio sangue, racchiuso per voi e per tutti in remissione dei peccati.”
Povero Cristo, se potesse vedere tutto ciò!